Scarpette Rosse


La mia stanza. Le ombre fino al buio. Un monitor dove lasciar scorrere ore di pellicola e una sfida: non premere mai “pause”. Così i film della mia vita sono diventati racconto dell’anima. Ritratto di donne di famiglia, la mia, la storia di molti. Un mosaico visivo di paure, ansie, strappi, segreti, desideri, condizionamenti. Forse questo lavoro serve solo a me. O forse no. Perché per quanto pesante sia il fardello ereditato, il Destino è una scelta, “lui mescola le carte e noi le giochiamo”.

I stand in the ring
in the dead city
and tie on the red shoes.
They are not mine.
They are my mother’s.
Her mother’s before.
Handed down like an heirloom
but hidden like shameful letters.
The house and the street where they belong
are hidden and all the women, too,
are hidden.
(Anne Sexton)